Perché far gestire i propri social network aziendali da un professionista?

Molti imprenditori sono convinti che basti aprire una pagina aziendale su Facebook, o su Instagram, per vedere crescere la propria visibilità e di conseguenza il proprio business.
Ovviamente non è così.
Il discorso è estremamente più complesso e di seguito spiegherò il motivo per cui è indispensabile avvalersi di un professionista del settore.

Facebook e Instagram sono indispensabili per far crescere il proprio business?
Assolutamente si, 1,56 miliardi di persone in media si collegano a Facebook ogni giorno e sono considerati utenti attivi giornalieri. Per ciò che concerne le statistiche italiane relative all’anno 2019, possiamo constatare che Facebook rimane la piattaforma con il maggior numero di utenti attivi (31 milioni), seguita da Instagram (19 milioni) e LinkedIn (12 milioni).

Basta registrarsi su questi social per essere trovati ed apprezzati?
Assolutamente no, è impensabile che una semplice registrazione possa far spiccare il vostro profilo tra milioni, anzi miliardi, di profili in tutto il mondo.
I social network aprono la strada al mercato globale, non parliamo del mercato locale del singolo paesello, o della singola città, le possibilità commerciali offerte dai social network sono pressoché illimitate.

Come faccio a spiccare tra i competitors?
Utilizzare queste piattaforme in maniera efficiente non è semplice come si possa immaginare.
Oltre alle competenze tecniche (grafica, Copywriting, social menagment, seo), occorre spendere non poco tempo, e purtroppo gli imprenditori non possono permettersi questo lusso. Per questo è sempre consigliabile rivolgersi a professionisti della gestione dei social network.

Come opera un Professionista?
Un professionista, quasi sempre un’agenzia, opera mettendo a disposizione del cliente tempo e competenze.
Sui social network occorre pubblicare ogni giorno e contenuto appropriato, seguendo regole precise.
I clienti non apprezzano né una pagina piena solo di proposte commerciali (non sono sui social esclusivamente per farsi bombardare di pubblicità), né pagine contenenti materiale non attinente al tema della pagina stessa.
Il professionista conosce regole e tempistiche utili ad ottenere dai social network il migliore risultato possibile.
Occorre creare una grafica adeguata, arricchirla di dati essenziali, cambiare giornalmente il messaggio visivo e testuale, utilizzare le giuste parole chiave, condividere adeguatamente il post ecc..
Operazioni che, come detto, comportano l’utilizzo di tempo e risorse.

Quanto costa farsi gestire i Social Network?
In un momento storico come quello che stiamo vivendo, ossia nel quale il mercato è destinato ad evolversi e trasferirsi per un buon 70% nel mondo on-line, farsi gestire le pagine è indispensabile.
Il costo varia da agenzia ad agenzia, considerando il numero dei social network sui quali si è interessati a comparire.
I contratti sono annuali, il costo è relativamente minore a quello di molte campagne pubblicitarie tradizionali, ma i risultati sono di gran lunga superiori.

La MCommunication di Mario Contino offre un servizio professionale ed adatto alle singole esigenze. Vantiamo un portfolio clienti di qualità e siamo pronti a fornirvi ogni informazione necessaria al fine di stabilire il piano commerciale migliore in linea con le vostre specifiche esigenze.
Contattateci segna impegno per ulteriori informazioni.

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A cosa serve Twitter?

Cos’è e come funziona Twitter?

La risposta sembra essere scontata, eppure sono pochi gli utenti che conoscono realmente questo social network, ancora meno sono coloro che riescono a sfruttarne a pieno le potenzialità
Si tratta di un luogo virtuale, come ogni social network del resto, sul quale poter condividere un messaggio, un pensiero, chiamato “tweet“, dalla lunghezza massima di 280 caratteri alfanumerici.
In pratica non un luogo nel quale poter scrivere lunghi papiri ma messaggi diretti, semplici, comprensibili.
Ovviamente è anche possibile allegare un’immagine, e ciò facilita molto chi opera a livello professionale su questo social network, in seguito spiegherò meglio il perché, ma in linea di massima l’immagine può esprimere concettualmente ciò che non è possibile fare a livello testuale.
Nel testo è possibile aggiungere gli ormai famosi hashtag e menzionare qualcuno (@mention).

Cosa si intende per tweet?
A differenza di ciò che comunemente si pensa, questo social offre diverse possibilità di aggiornamento del proprio profilo utente, diverse tipologie di tweet:

– Si può menzionare qualcuno, un altro utente del social network,
– Si può rispondere come reazione al tweet di qualcun’altro,
– Si possono condividere i tweet di un’altro utente (retweet)
– Si può sponsorizzare un Tweet, tramite operazione di promozione ADS.
– Si può semplicemente condividere un proprio messaggio, per varie finalità.

A differenza di altri social network, come Instagram ad esempio, pur rimanendo un dato da tener presente al fine della crescita del profilo, il numero dei follower (utenti che ti seguono) non è poi così importante.
Ciò che conta realmente è la capacità di creare contenuti coinvolgenti, che possano essere retweetati, in pratica contenuti virali.
Non esistono account business per le attività professionali, a differenza di quanto invece è possibile ottenere su Facebook, su Tweetter i profili sono tutti uguali ed hanno medesime possibilità, sta agli utenti sfruttare a pieno il potenziale di questo social.
Fare web marketing su Twitter non è semplice, occorrono competenze e dedizione.
– Mantenere il tuo profilo sempre aggiornato e ricco di contenuti di qualità,
– Interagire con gli utenti,
– Valutare le critiche ed applicare le giuste strategie per rispondere agli attacchi, magari mirati, dei competitor,

Questi ed altri punti possono essere gestiti, in maniera ottimale, da agenzie specializzate nella gestione e nello sviluppo delle pagine sociali, come la Mcommunication di Mario Contino.

Ricordate che come su tutti i social network, ed anche su portali che propongono la possibilità di lasciare commenti o recensioni inerenti ad un’azienda o ad un determinato prodotto/servizio, la legge punisce chi commenta in maniera offensiva o chi dichiara il falso in un ottica di concorrenza sleale. Sempre di più sono le cause incentrate su tali problematiche, alle quali danno un apporto significativo le agenzie investigative, che da qualche anno sono maggiormente impegnate in indagini atte a reperire le prove della concorrenza sleale. Ad esempio, e chiudo qui questo articolo, la “IURIS INVESTIGAZIONI” è tra le agenzie che si occupano in maniera professionale di indagini inerenti all’illecito segnalato.

Usare Twitter è indispensabile per la crescita aziendale?
Solo se in un ottica più ampia, che prevede una pianificazione strategica dell’utilizzo di tutti i principali social network.

Mario Contino

le 5 regole del social marketing

Oggigiorno sono moltissimi i brand che entrano nel mondo del social marketing, allo stesso tempo si moltiplicano le figure professionali (o almeno professionisti dovrebbero essere) che si cimentano nel ruolo di “community media manager”, e si propongono di gestire, in autonomia, le loro pagine social.

Parto subito con il dire che:
NON ESISTE UNA STRATEGIE DI MARKETING CHE VADA BENE PER OGNI BRAND, OGNI AZIENDA, OGNI PROFESSIONISTA.
Chiarito ciò, che è fondamentale in quanto ci fa comprendere che occorre creare una strategia diversa per ogni brand gestito, in relazione a specifici obiettivi da raggiungere, vi riporto 5 regole che a mio avviso ogni “social media manager” dovrebbe conoscere.

1) Comprendi le necessità del tuo target di riferimento.
Individua il tuo target, poi cerca di capire il motivo per cui si trova sui social, cosa cerca, quali sono i suoi gusti e i suoi interessi. Solo dopo potrai costruire una strategia vincente.

2) Pochi ma buoni.
A meno che non ci siano motivi più che validi, avere pagine con 10000 follower passivi (ossia che non leggono, non condividono ecc) non serve a nulla. Molto meglio sarebbe puntare ad avere un numero di follower adeguato alle proprie necessità ma attivi, in grado di interagire sulle pagine.
Comprare pacchetti di follower è stupido ed inutile.

3) Lavora solo sul tuo target di riferimento
Non è possibile convincere qualcuno a comprare qualcosa, se quel qualcuno non è minimamente interessato alla nostra offerta, e probabilmente non vorrebbe il nostro prodotto/servizio nemmeno se regalato.
Occorre individuare il target giusto, le persone che potrebbero essere interessate alla nostra offerta, poi concentrarci su queste.

4) Crea contenuti di qualità
Non cercare sempre e solo di vendere qualcosa, gli utenti non si iscrivono su Facebook o su Instagram per fare acquisti, per quello ci sono altri portali web.
Crea post informativi su un determinato argomento, attinente al brand che stai gestendo, loro apprezzeranno, condivideranno, e porteranno altri follower.

5) Valorizza l’aspetto umano
Il marketing 2.0 ha cambiato i rapporti tra brand e consumatori, entrambi sono “quasi” sullo stesso livello. Devi sempre cercare un dialogo con loro, un approccio cordiale e collaborativo. Mai porsi ad un livello nettamente superiore.

Mario Contino

Meglio una pagina Facebook aziendale, che un profilo utente.

Navigando su Facebook ho potuto notare una miriade di profili personali che, in realtà, dovrebbero rappresentare un’azienda, adesso ti spiegherò meglio questa “follia”.

Per farti capire meglio ciò che intendo ti pongo il seguente esempio:
Mario Rossi è titolare della Pizzeria Rossi.
Erroneamente Mario Rossi si apre un profilo il cui nome è Pizzeria ed il cui cognome è Rossi.
Ne deriva un profilo utente utente denominato Pizzeria Rossi.

Nulla di più sbagliato, occorrerebbe sempre avere una pagina aziendale e non solo un profilo, questo perché le pagine offrono numerosi vantaggi che sono preclusi ai semplici profili, e non risentono dei limiti di questi ultimi.
Le pagine offrono strumenti avanzati che i profili personali non hanno, soprattutto per il controllo delle vaie attività e delle pubblicità.
Cosa non meno importante è il numero di persone che la pagina può raggruppare: praticamente non ha limiti, i fan possono essere centinaia di migliaia, mentre un profilo utente può aggiungere solo 5000 amici.
Tramite gli strumenti che offrono le pagine, è possibile profilare il pubblico, controllare i loro movimenti come: gli orari nei quali sono più attivi, i post che preferiscono, la loro areo geografica ecc., in questo modo sarà possibile creare strategie utili a conquistare un determinato target.
Questi strumenti sono gli “Insights”, per accedervi occorre pigiare sull’omonimo menù sulla pagina stessa, ovviamente sta al professionista cogliere le informazioni utili per massimizzare l’opera di promozione aziendale tramite il social marketing.

Quindi meglio aprire una pagina, ma come?
Anche l’occhio vuole la sua parte, molti aprono una pagina, scelgono un’immagine per copertina e profilo, senza usare alcun criterio, e credono di aver terminato.
Anche questo è un errore madornale.
Secondo alcuni studi sul comportamento degli utenti sul social network, questi prendono in simpatia o in antipatia una pagina in circa 5 secondi, ossia subito dopo esservi entrati.
Per questo motivo occorre curare i dettagli, le immagini del profilo e la cover devono essere nei formati giusti e fornire un messaggio grafico immediato ed efficace: poco testo e ben mirato, immagini non sgranate ma nella giusta proporzione.

Queste sono solo alcune delle cose cui prestare attenzione, il mio consiglio resta sempre valido: Affidarsi a chi gestisce le pagine social professionalmente, otterrai maggiori risultati e non dovrai togliere del tempo prezioso al tuo lavoro.

Mario Contino

I like facebook hanno poca importanza, meglio monitorare le visualizzazioni

L’errore in cui cadono molti gestori di pagine aziendali su Facebook, ed anche molti utenti che semplicemente valutano la popolarità dei loro post, consiste nel valutare i like più importanti delle “visualizzazioni effettive”.
Ciò è assolutamente sbagliato, anche a livello concettuale, infatti l’obiettivo del messaggio pubblicitario è quello di raggiungere il più ampio numero di utenti possibili, e tra questi attrarre i futuri probabili clienti (all’interno del target di riferimento in relazione alla tipologia di azienda e di servizio/prodotto offerto).

Le aziende ed i professionisti, a differenza degli utenti in cerca solo di consenso, attuano una vera e propri forma di pubblicità tramite i social network, ergo ritengo opportuno specificare il concetto stesso di pubblicità, se pur brevemente.

Pubblicità.: Con pubblicità si intende la forma di comunicazione di massa usata dalle imprese per creare consenso intorno alla propria immagine per poter, in fine, conseguire i propri obiettivi di marketing. L’obiettivo secondario è la trasformazione del consenso in atteggiamenti o comportamenti positivi da parte del pubblico o de consumatore. Questi atteggiamenti non si concretizzano per forza nell’acquisto del bene o del servizio, anche il parlar bene dell’attività, ad esempio, fa parte degli obiettivi pubblicitari.

Il numero dei like è relativo, anche perché moltissimi utenti sono portati a pigiare su quella ormai famosa icona del like, quasi in maniera automatizzata, spesso senza essere minimamente interessati al messaggio del post, magari sperando in un ritorno in like stesso.
Ciò sembrerà assordo ma potremmo affermare che sia ormai presente un bizzarro mercato del like, con tanto di pagine che permettono di postare il proprio messaggio pubblicitario solo se, chi lo pubblica, si impegna a mettere un “tot” numero di like agli altri post presenti.
Questi like, al fine ultimo della condivisione commerciale, sono inutili.

Accrescere il numero delle visualizzazioni, o la “copertura organica” del post se preferite, non è cosa da poco, ed oggi è pari a circa all’8% dei propri follower. Ciò avviene perché l’algoritmo di Facebook profila tutti gli utenti, le loro interazioni, i loro interessi, i loro like ecc., mostrando solo i contenuti più attinenti agli interessi dei singoli utenti e penalizzando tutti gli altri.
Detto in parole povere: Facebook decide se mostrarci questo o quel post, e solitamente preferisce dare spazio ad amici e parenti con cui interagiamo maggiormente.
Per accrescere la copertura organica esistono molte tecniche, tra le quali anche l’utilizzo di servizi a pagamento, come Facebook ADS, ma la cosa migliore sarebbe affidarsi ad esperti che possano garantire:
1) attività giornaliera della pagina;
2) pubblicazione di post graficamente validi ed attinenti;
3) utilizzo di messaggi semplici e coinvolgenti
4) utilizzo di hashtag idonei
5) condivisione del post in “gruppi bacino” esterni in relazione alla tipologia di attività, all’area geografica ecc..

In conclusione quindi, meglio puntare sulle visualizzazioni, infatti gli stessi servizi a pagamento offerti da Facebook puntano, principalmente, ad accrescere esponenzialmente la copertura organica del post e non il numero dei like ottenuti.

Mario Contino