Il copywriting e il copywriter

In questa società moderna, sempre più condizionata e legata al consumismo e allo spettacolo, il marcketing assume un ruolo fondamentale nell’attività di promozione di servizi e prodotti a tutti i livelli. La Pubblicità ci bombarda ogni secondo, con la sua forma esplicita e con le sue forme più occulte. Video avvincenti, immagini seducenti, effetti speciali di ogni genere, slogan persuasivi e frasi ipnotiche; Tutto ciò ha un fattore comune indispensabile per la buona riuscita del progetto di marketing, ossia la parola. L’attore principale di questo mondo fatto di lettere e parole specifiche è il Copywriter, figura tanto importante quanto sconosciuta e spesso persino sottovalutata dai “non addetti ai lavori”, ragion per cui ho deciso di sceveri questo articolo per spiegare meglio quale è il suo ruolo e cosa è il “copywriting“.
Il Copywriting è essenzialmente l’atto di “scrivere per la pubblicità”.
In realtà questa definizione, da manuale di marketing, è estremamente riduttiva, ciò in quanto il settore è molto vasto ed abbraccia tutti i rami dell’industria della pubblicità. Si tratta di uno dei settori più affascinanti della comunicazione, il copywriter deve saper trasmettere il giusto messaggio dosando ogni singola parola, nel rispetto di precise regole della comunicazione.
Qualsiasi forma pubblicitaria punta a persuadere il pubblico tramite la parola accostata all’immagine, saper esprimere un concetto in maniera persuasiva e sintetica è una delle più elevate forme d’arte, e purtroppo anche la più sottovalutata.

Scusami se ti ho scritto una lettera lunga. non ho avuto il tempo per scriverla piu’ corta.”

Cit. Blaise Pascal.

Il Copywriter è la figura professionale che si occupa della stesura dei testi per la pubblicità, indipendentemente dalla forma pubblicitaria scelta: annunci stampa, affissione di manifesti, messaggi radio, spot televisivi, web marketing ecc..
Bisogna sempre considerare che si tratta di un vero e proprio creativo, un professionista capace di utilizzare al meglio le parole con l’obiettivo di trasmettere concetti complessi in maniera semplice e sintetica.
Non a caso la maggior parte dei copywriter sono anche scrittori professionisti, autori di numerose pubblicazioni librarie di vario genere, dalla saggistica alla poesia.
La scrittura dei testi pubblicitari, come spero di aver ben spiegato, è un’attività complessa che necessita di creatività e competenza, oltre che di tanta esperienza.
Per prima cosa il copiwriter viene informato delle esigenze del cliente con il quale dovrà comunicare, o per meglio dire, al quale sarà indirizzato il messaggio che andrà a creare.
Quale è il bisogno del cliente?
Cosa si chiede?
Quale risposta possiamo dargli?
Cosa vorrebbe sentirsi rispondere il cliente?
Il copywriter fa un’attenta valutazione e solo in seguito progetta eventuali slogan, titoli, bodycopy, payoff ecc.
In questa fase creativa il copywriter lavora affiancato (non controllato) dall’art director, ossia da chi si occuperà di realizzare la componente visiva che dovrà fondersi con il messaggio realizzato.
In linea di massima l’attività del copywriter all’interno di un’agenzia pubblicitaria può essere riassunta come sopra riportato, se pur ci tengo a precisare che le sue competenze ed il suo ruolo hanno un’importanza molto più grande di quanto si tenda a credere.

Con l’evoluzione dei mercati e dei mezzi di comunicazione, con l’avvento di internet e del marketing 2.0, il mestiere del copywriter ha subito una notevole evoluzione, tanto che oggi si parla di Web Copywriting.
Scrivere per il web” accrescendo il proprio curriculum tramite specifiche competenze di digital marketing. In questo modo il copywriter diventa la figura chiave anche nel vasto e controverso mondo di internet.
Il Web Copywriting si occupa di differenti aspetti del web marketing: dalla gestione di testi sui social network, alla stesura di articoli online per blog o piattaforme dedicate.
In tal caso occorre considerare moltissimi fattori, primo tra tutti l’aspetto legato al rispetto delle regole della buona indicizzazione SEO.

In poche parole non ci si improvvisa copywriter e non ci si svende a buon mercato.
Il copywriting è l’aspetto più importante del mondo della comunicazione, una professione che merita rispetto e riconoscimento.

I like facebook hanno poca importanza, meglio monitorare le visualizzazioni

L’errore in cui cadono molti gestori di pagine aziendali su Facebook, ed anche molti utenti che semplicemente valutano la popolarità dei loro post, consiste nel valutare i like più importanti delle “visualizzazioni effettive”.
Ciò è assolutamente sbagliato, anche a livello concettuale, infatti l’obiettivo del messaggio pubblicitario è quello di raggiungere il più ampio numero di utenti possibili, e tra questi attrarre i futuri probabili clienti (all’interno del target di riferimento in relazione alla tipologia di azienda e di servizio/prodotto offerto).

Le aziende ed i professionisti, a differenza degli utenti in cerca solo di consenso, attuano una vera e propri forma di pubblicità tramite i social network, ergo ritengo opportuno specificare il concetto stesso di pubblicità, se pur brevemente.

Pubblicità.: Con pubblicità si intende la forma di comunicazione di massa usata dalle imprese per creare consenso intorno alla propria immagine per poter, in fine, conseguire i propri obiettivi di marketing. L’obiettivo secondario è la trasformazione del consenso in atteggiamenti o comportamenti positivi da parte del pubblico o de consumatore. Questi atteggiamenti non si concretizzano per forza nell’acquisto del bene o del servizio, anche il parlar bene dell’attività, ad esempio, fa parte degli obiettivi pubblicitari.

Il numero dei like è relativo, anche perché moltissimi utenti sono portati a pigiare su quella ormai famosa icona del like, quasi in maniera automatizzata, spesso senza essere minimamente interessati al messaggio del post, magari sperando in un ritorno in like stesso.
Ciò sembrerà assordo ma potremmo affermare che sia ormai presente un bizzarro mercato del like, con tanto di pagine che permettono di postare il proprio messaggio pubblicitario solo se, chi lo pubblica, si impegna a mettere un “tot” numero di like agli altri post presenti.
Questi like, al fine ultimo della condivisione commerciale, sono inutili.

Accrescere il numero delle visualizzazioni, o la “copertura organica” del post se preferite, non è cosa da poco, ed oggi è pari a circa all’8% dei propri follower. Ciò avviene perché l’algoritmo di Facebook profila tutti gli utenti, le loro interazioni, i loro interessi, i loro like ecc., mostrando solo i contenuti più attinenti agli interessi dei singoli utenti e penalizzando tutti gli altri.
Detto in parole povere: Facebook decide se mostrarci questo o quel post, e solitamente preferisce dare spazio ad amici e parenti con cui interagiamo maggiormente.
Per accrescere la copertura organica esistono molte tecniche, tra le quali anche l’utilizzo di servizi a pagamento, come Facebook ADS, ma la cosa migliore sarebbe affidarsi ad esperti che possano garantire:
1) attività giornaliera della pagina;
2) pubblicazione di post graficamente validi ed attinenti;
3) utilizzo di messaggi semplici e coinvolgenti
4) utilizzo di hashtag idonei
5) condivisione del post in “gruppi bacino” esterni in relazione alla tipologia di attività, all’area geografica ecc..

In conclusione quindi, meglio puntare sulle visualizzazioni, infatti gli stessi servizi a pagamento offerti da Facebook puntano, principalmente, ad accrescere esponenzialmente la copertura organica del post e non il numero dei like ottenuti.

Mario Contino

Marketing 2.0

Come già accennato in precedenti articoli, il marketing è una scienza che studia il mercato ed i rapporti tra mercato, impresa e consumatore.

Al giorno d’oggi, però, il marketing è noto soprattutto perché, tra i suoi obiettivi principali, ha anche quello di elaborare strategie utili per migliorare la comunicazione tra impresa e clienti e quindi far si che l’azienda acquisisca nuovi clienti e fidelizzi i vecchi.

Per attirare l’attenzione del cliente esistono diversi mezzi: tradizionali ed innovativi, ovviamente come ogni scienza anche il marketing è soggetto ad evoluzione, e proprio quest’ultima è alla base del famoso marketing 2,0.

Metodi Tradizionali: brochure, biglietti da visita, cartelloni pubblicitari, tv, radio, giornali ecc..

Metodi Innovativi (marketing 2.0): sito internet, blog, email marketing, social media marketing ecc..

Ogni imprenditore che si rispetti ha le idee ben chiare su chi sia il proprio target di riferimento, ossia chi siano i suoi clienti, quali luoghi frequentano, quali possano essere i loro gusti e persino le loro idee in merito a cultura e società.

Attendere che sia il cliente a venire a cercarti non è una buona strategia, occorre far capire al cliente quale sia il suo bisogno e poi fornirgli la migliore soluzione possibile affinché quest’ultimo possa essere pienamente soddisfatto.

Purtroppo, però, molti di coloro che si improvvisano imprenditori, non hanno le idee chiare sul concetto basilare di marketing.

Spesso, quando gli si chiede dove siano i loro clienti e come intendono portarli a “spendere” nella loro impresa, la risposta è scontata e banale.

Un imprenditore X, appartenente alla categoria sopracitata, direbbe:

“Chiunque può essere mio cliente, se vogliono sanno dove trovarmi”.

Chiariamo subito il punto:

NO, non tutti sono tuoi clienti. Alcune persone, dei tuoi servizi/prodotti, non sanno proprio cosa farsene.

NO, non sanno dove trovarti se tu non gli indichi la sede della tua attività e non ti rendi appetibile, oltre che visibile.

In verità posso dirti che una buona percentuale di clienti, indipendentemente dal settore di riferimento in cui opera l’azienda, è certamente su internet, magari starà navigando su google, o starà passando del tempo su un social network.

Questa verità trasforma radicalmente il mondo del marketing e della pubblicità, creando il marketing 2’0, perché se il tuo cliente cerca il tuo prodotto su Google, a nulla è valso il tuo cospicuo investimento in cartellonistica stradale o in banner pubblicitari su questa o quella rivista.

Se vuoi beccare quel cliente hai solo una scelta, essere li dove è lui, on-line.

Come?

Con un sito internet, con le pagine aziendali sui principali social network ecc..

Occorre poi considerare che la vecchia pubblicità cartacea ha molti limiti:

  • Non sarai in grado di monitorare il numero di persone che ha effettivamente letto il tuo volantino.
  • Non potrai mai sapere quante copie del giornale, siano state vendute, né quante di quelle vendute siano state realmente lette, né tanto meno quanti, tra quei lettori, si siano soffermati a leggere la tua pubblicità

Quindi il tuo investimento potrebbe essere stato non solo un fiasco dal punto di vista dell’intento, ma anche dannoso per le tue finanze, in quanto non in grado di richiamare nuovi clienti capaci, con i loro acquisti, di ammortizzare i tuoi costi pubblicitari.

Il Web Marketing, invece, ti offre numerosissimi vantaggi:

1) Ti permette di raggiungere direttamente i tuoi clienti: su internet;

2) Ti rende visibile ad un numero illimitato di persone;

3) Puoi permette di monitorare i risultati della tua strategia di pubblicitaria.

In poche parole ti permette di adeguare la strategia in corso d’opera, cambiare i contenuti e l’immagine, sospendere la pubblicità in qualsiasi momento e riattivarla all’occorrenza ecc..

Questo è il marketing 2.0, non è il futuro ma il presente.

Tu vivi nel presente o nel passato?

I tuoi clienti, e la tua concorrenza, purtroppo, vivono il presente.

Mario Contino
MCommunication

L’importanza del Marketing.

Inutile negare l’evidenza, al giorno d’oggi le aziende vincenti sono quelle che adottano una o più strategie di marketing studiate per raggiungere obiettivi ben precisi.
Sono molti gli esperti, o presunti tali, che oggi citano il termine marketing, spesso travisandone il vero significato.
Il marketing è: “l’insieme delle attività strategicamente predisposte, attuate da un’azienda per trasmettere al proprio target di riferimento, un messaggio specifico. Ossia far capire ai clienti ed ai potenziali clienti, quale sia il valore aggiunto che il proprio prodotto, o servizio, apporta per poter sopperire ad una specifica esigenza nel modo più efficiente possibile”.
Chi si occupa del vostro marketing, ed in particolare del “social marketing” (in un articolo differente chiariremo l’importanza del marketing 2.0), deve far trapelare un solo e semplice messaggio: il vostro prodotto/servizio è unico ed indispensabile al fine del soddisfacimento dello specifico bisogno.
Pongo un’esempio classico: proporre un prodotto che sfami il cliente, nel campo del food, è cosa da tutti. Differente è creare una strategia che tenga in considerazione diversi fattori: La salute, il rispetto dell’ambiente, il rispetto degli animali, la tecnica di preparazione particolare ecc..
In poche parole una buona strategia di marketing ti porterà a soddisfare il medesimo bisogno che soddisfano i tuoi concorrenti, ma in modo unico, soddisfando contemporaneamente bisogni secondari che i tuoi clienti non sapevano neppure di avere.
Tu sei ciò che vendi, ma sei anche definito in relazione a come lo vendi.

Detto ciò, senza perdermi troppo in chiacchiere, spero di aver fatto comprendere che affidarsi a venditori di fumo è inutile e dispendioso.
Occorre rivolgersi sempre e solo a professionisti del settore.

Mario Contino
(MCommunication)