Il copywriting e il copywriter

In questa società moderna, sempre più condizionata e legata al consumismo e allo spettacolo, il marcketing assume un ruolo fondamentale nell’attività di promozione di servizi e prodotti a tutti i livelli. La Pubblicità ci bombarda ogni secondo, con la sua forma esplicita e con le sue forme più occulte. Video avvincenti, immagini seducenti, effetti speciali di ogni genere, slogan persuasivi e frasi ipnotiche; Tutto ciò ha un fattore comune indispensabile per la buona riuscita del progetto di marketing, ossia la parola. L’attore principale di questo mondo fatto di lettere e parole specifiche è il Copywriter, figura tanto importante quanto sconosciuta e spesso persino sottovalutata dai “non addetti ai lavori”, ragion per cui ho deciso di sceveri questo articolo per spiegare meglio quale è il suo ruolo e cosa è il “copywriting“.
Il Copywriting è essenzialmente l’atto di “scrivere per la pubblicità”.
In realtà questa definizione, da manuale di marketing, è estremamente riduttiva, ciò in quanto il settore è molto vasto ed abbraccia tutti i rami dell’industria della pubblicità. Si tratta di uno dei settori più affascinanti della comunicazione, il copywriter deve saper trasmettere il giusto messaggio dosando ogni singola parola, nel rispetto di precise regole della comunicazione.
Qualsiasi forma pubblicitaria punta a persuadere il pubblico tramite la parola accostata all’immagine, saper esprimere un concetto in maniera persuasiva e sintetica è una delle più elevate forme d’arte, e purtroppo anche la più sottovalutata.

Scusami se ti ho scritto una lettera lunga. non ho avuto il tempo per scriverla piu’ corta.”

Cit. Blaise Pascal.

Il Copywriter è la figura professionale che si occupa della stesura dei testi per la pubblicità, indipendentemente dalla forma pubblicitaria scelta: annunci stampa, affissione di manifesti, messaggi radio, spot televisivi, web marketing ecc..
Bisogna sempre considerare che si tratta di un vero e proprio creativo, un professionista capace di utilizzare al meglio le parole con l’obiettivo di trasmettere concetti complessi in maniera semplice e sintetica.
Non a caso la maggior parte dei copywriter sono anche scrittori professionisti, autori di numerose pubblicazioni librarie di vario genere, dalla saggistica alla poesia.
La scrittura dei testi pubblicitari, come spero di aver ben spiegato, è un’attività complessa che necessita di creatività e competenza, oltre che di tanta esperienza.
Per prima cosa il copiwriter viene informato delle esigenze del cliente con il quale dovrà comunicare, o per meglio dire, al quale sarà indirizzato il messaggio che andrà a creare.
Quale è il bisogno del cliente?
Cosa si chiede?
Quale risposta possiamo dargli?
Cosa vorrebbe sentirsi rispondere il cliente?
Il copywriter fa un’attenta valutazione e solo in seguito progetta eventuali slogan, titoli, bodycopy, payoff ecc.
In questa fase creativa il copywriter lavora affiancato (non controllato) dall’art director, ossia da chi si occuperà di realizzare la componente visiva che dovrà fondersi con il messaggio realizzato.
In linea di massima l’attività del copywriter all’interno di un’agenzia pubblicitaria può essere riassunta come sopra riportato, se pur ci tengo a precisare che le sue competenze ed il suo ruolo hanno un’importanza molto più grande di quanto si tenda a credere.

Con l’evoluzione dei mercati e dei mezzi di comunicazione, con l’avvento di internet e del marketing 2.0, il mestiere del copywriter ha subito una notevole evoluzione, tanto che oggi si parla di Web Copywriting.
Scrivere per il web” accrescendo il proprio curriculum tramite specifiche competenze di digital marketing. In questo modo il copywriter diventa la figura chiave anche nel vasto e controverso mondo di internet.
Il Web Copywriting si occupa di differenti aspetti del web marketing: dalla gestione di testi sui social network, alla stesura di articoli online per blog o piattaforme dedicate.
In tal caso occorre considerare moltissimi fattori, primo tra tutti l’aspetto legato al rispetto delle regole della buona indicizzazione SEO.

In poche parole non ci si improvvisa copywriter e non ci si svende a buon mercato.
Il copywriting è l’aspetto più importante del mondo della comunicazione, una professione che merita rispetto e riconoscimento.

Diventare Influencer

Influencer, una delle parole più usate dell’ultimo decennio, tra le più digitate sui principali motori di ricerca, e ovviamente ruolo molto ambito.
Pochi però sanno cosa sia realmente un “Influencer Marketing”, quale sia il suo ruolo, come si ottiene questa qualifica e, soprattutto, come si potrebbe guadagnare sfruttando tale posizione.

Un influencer è un utente di uno dei principali social network (spesso presente su più piattaforme) che è riuscito ad ottenere migliaia di followers “reali” (ossia una persona seguita da migliaia di altri utenti interessati a ciò che pubblica).
Anche se principalmente si fa riferimento ad Instagram, l’influencer potrebbe operare su qualsiasi piattaforma online: Facebook, Youtube e persino su blog o siti internet personali.
Il suo personaggio acquista fama, credibilità, rispetto, al punto tale da riuscire ad influenzare, letteralmente, le scelte di mercato di un vasto e specifico target di utenti/consumatori.

Diventare Influencer non è tanto semplice, ma nemmeno impossibile, l’importante è non barare ed impegnarsi seriamente per raggiungere l’obiettivo ambito.
Per raggiungere lo scopo, però, occorre procedere per vari step:

  • Avere le basilari conoscenze sul social marketing

  • Conoscere in maniera approfondita i principali social network

  • Scegliere un settore idoneo alle proprie competenze (food, letteratura, cinema ecc..)

  • Creare contenuti di qualità e coinvolgenti

  • Pianificare le pubblicazioni

  • Se necessario chiedere il supporto di un social media manager.

Come già accennato, Instagram è il social network che può dare maggiori soddisfazioni all’aspirante Influencer.
Essendo un social basato, principalmente, sulle immagini, occorre valutare attentamente la grafica proposta, presentando sempre foto di eccelsa qualità, alle quali abbinare testi semplici ma coinvolgenti (non guasterebbe affidarsi ad un copy writher).
Se riuscirete ad ottenere il vostro scopo, allora inizierete anche a guadagnare, ed i vostri guadagni cresceranno parallelamente al vostro successo, ai vostri follower, alla vostra capacità di “influenzare” le masse.
Pare che la nota influencer Chiara Ferragni, arrivi a guadagnare anche 10 milioni di euro all’anno.
D’altronde diventare Influencer non ti pone in una situazione di settorializzazione lavorativa, tutt’altro, questi diventano veri e propri VIP, pagati per fare gli opinionisti, o semplicemente per essere invitati in questa o quella serata mondana.

Adesso sai perfettamente chi sono gli Influencer, o almeno spero di aver chiarito meglio le tue idee.
Ricorda però che il solo impegno, spesso, non basta.
Le pagine devono essere costantemente aggiornate, i post condivisi, gli utenti coinvolti ecc..
Potrebbe quindi essere necessario affidarsi ad un esperto del settore.

Mario Contino

Quante volte occorre pubblicare su Facebook e Instagram?

Quante pubblicazioni si devono fare sui social media per avere riscontri?
Questa domanda me la pongono in molti, è una domanda corretta, sacrosanta, che tutti dovrebbero porsi.
La risposta è scontata: bisogna pubblicare ogni volta che è possibile farlo, creando post attinenti al contesto e ben studiati in relazione al target che si intende colpire.
In realtà non è necessario pubblicare ogni 2 ore, ammenochè non si tratti di grandi brand con pagine da oltre 100,000 follower, per la maggior parte degli utenti, invece, basta pubblicare con costanza e perizia, senza strafare.
La frequenza dei post pubblicati è realmente importante, questo è un dato indiscutibile.
Tutto sta nell’individuare il giusto equilibrio tra presenza ed assenza on-line.
Pubblicare troppo di rado significa dare spazio alla concorrenza, lasciare che l’utente si dimentichi di te. Allo stesso modo, pubblicare troppo spesso, ti renderà fastidioso e invadente.

Su Facebook, ad esempio, il numero di post ottimali è di 1 al giorno, considerando le fasce orarie in relazione al target, al periodo dell’anno, al giorno ecc..
Il minimo dei post utili, affinché la tua pagina Facebook possa risultare attiva, è di 3 post a settimana, ma io consiglio sempre il post giornaliero.

Su Instagram il discorso cambia, il pubblico di questo social network è differente, più giovane, più dinamico.
Su questa piattaforma il mio consiglio è di pubblicare almeno ogni giorno, senza saltarne nemmeno uno.

Mario Contino

le 5 regole del social marketing

Oggigiorno sono moltissimi i brand che entrano nel mondo del social marketing, allo stesso tempo si moltiplicano le figure professionali (o almeno professionisti dovrebbero essere) che si cimentano nel ruolo di “community media manager”, e si propongono di gestire, in autonomia, le loro pagine social.

Parto subito con il dire che:
NON ESISTE UNA STRATEGIE DI MARKETING CHE VADA BENE PER OGNI BRAND, OGNI AZIENDA, OGNI PROFESSIONISTA.
Chiarito ciò, che è fondamentale in quanto ci fa comprendere che occorre creare una strategia diversa per ogni brand gestito, in relazione a specifici obiettivi da raggiungere, vi riporto 5 regole che a mio avviso ogni “social media manager” dovrebbe conoscere.

1) Comprendi le necessità del tuo target di riferimento.
Individua il tuo target, poi cerca di capire il motivo per cui si trova sui social, cosa cerca, quali sono i suoi gusti e i suoi interessi. Solo dopo potrai costruire una strategia vincente.

2) Pochi ma buoni.
A meno che non ci siano motivi più che validi, avere pagine con 10000 follower passivi (ossia che non leggono, non condividono ecc) non serve a nulla. Molto meglio sarebbe puntare ad avere un numero di follower adeguato alle proprie necessità ma attivi, in grado di interagire sulle pagine.
Comprare pacchetti di follower è stupido ed inutile.

3) Lavora solo sul tuo target di riferimento
Non è possibile convincere qualcuno a comprare qualcosa, se quel qualcuno non è minimamente interessato alla nostra offerta, e probabilmente non vorrebbe il nostro prodotto/servizio nemmeno se regalato.
Occorre individuare il target giusto, le persone che potrebbero essere interessate alla nostra offerta, poi concentrarci su queste.

4) Crea contenuti di qualità
Non cercare sempre e solo di vendere qualcosa, gli utenti non si iscrivono su Facebook o su Instagram per fare acquisti, per quello ci sono altri portali web.
Crea post informativi su un determinato argomento, attinente al brand che stai gestendo, loro apprezzeranno, condivideranno, e porteranno altri follower.

5) Valorizza l’aspetto umano
Il marketing 2.0 ha cambiato i rapporti tra brand e consumatori, entrambi sono “quasi” sullo stesso livello. Devi sempre cercare un dialogo con loro, un approccio cordiale e collaborativo. Mai porsi ad un livello nettamente superiore.

Mario Contino

L’importanza di avere un sito internet

Con l’avvento di internet e del marketing 2,0, le imprese hanno dovuto accettare il fatto che l’evoluzione tecnologica avrebbe comportato, inevitabilmente, un sostanziale cambio di abitudini nella società umana, e di conseguenza dei potenziali clienti.
Volendo soffermarci sul territorio italiano, dobbiamo prendere atto che al 30 Gennaio 2018 il 73% della popolazione risultava possedere una connessione ad internet, ossia erano online circa 43 milioni di persone, e tale dato è inevitabilmente destinato a crescere nel corso degli anni.
Il mondo online si muove a gran velocità, in maniera frenetica e quasi caotica, attirando sempre più utenti e rappresentando l’altra faccia della società, un mondo virtuale nel quale si allacciano e si intrecciano rapporti reali tra i vari utenti.
Per questi motivi la presenza sul web di un’azienda è obbligatoria, indispensabile per raggiungere il target di riferimento, che ormai non presta più attenzione ai vecchi mezzi di comunicazione del marketing tradizionale.

Per acquisire nuovi clienti è necessario essere visibili, farsi trovare nel posto in cui le persone stazionano per vari motivi: per reperire informazioni, per socializzare ed anche per svagarsi un po’ e distrarsi dai problemi della vita.
Questo posto, attualmente, è il web.
Oggi chi desidera acquistare un prodotto, o un servizio, ricerca informazioni su internet, in particolare sui principali motori di ricerca (Google in primis), o sui social network.
Questa abitudine, o consuetudine, ha cambiato profondamente il modo di pensare delle persone, e ne influenza le scelte.
Chi è in cerca di un prodotto specifico, o di un determinato servizio, ed è a conoscenza della vostra azienda, è comunque portato a ricercare in internet maggiori informazioni sulla vostra realtà.
Se non siete presenti con un vostro sito internet e con le vostre pagine sui social network, comunicherete soltanto la vostra assenza, ossia lascerete che il potenziale cliente sia attratto dagli stessi servizi ma offerti da un vostro competitor presente on-line.

Un sito web è accessibile 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, ergo i vostri clienti potranno sempre ricercare informazioni su di voi e sui vostri prodotti/servizi, cosa impossibile in relazione ai normali orari di ufficio.
Quando i consumatori non riescono a trovare una società online, scatta in loro il dubbio, la paura che questa sia sconosciuta in quanto poco affidabile.
Avere un buon sito web evita tale confusione nel potenziale cliente, tranquillizza l’utenza, offre un immagine autorevole della vostra realtà.
Bisogna considerare anche l’aspetto economico, oggi non è più come 10 anni fa, creare un sito web comporta un investimento monetario irrisorio e certamente inferiore a molte altre forme pubblicitarie tradizionali. In più il suo raggio di azione è nettamente superiore al marketing tradizionale.
Ogni sito internet, ovviamente, ha bisogno di tempo per poter essere indicizzato, visitato, apprezzato dagli algoritmi dei motori di ricerca, e ben posizionato tra le prime pagine di questi ultimi.
Più persone visiteranno il nostro sito internet, e condivideranno i link delle nostre pagine, maggiore sarà l’apprezzamento da parte dei motori di ricerca, e quindi più rapida sarà la scalata verso i primi posti all’interno delle pagine dei risultati forniti (escludendo l’acquisto dei primi posti, quest’ultima ipotesi abbastanza onerosa).

Spero quindi di essere riuscito a spiegare l’importanza di possedere un sito web ben strutturato e collegato ai propri social network.

La Mcommunication di Mario Contino, offre la possibilità di realizzare siti internet vetrina, completi, efficienti ed economici.

Mario Contino

Video Advertising e social network

Avete mai sentito parlare di Video Advertising o Video Marketing?
In poche parole si tratta della sponsorizzazione di contenuti video attraverso campagne pubblicitarie ideate sui principali social network: Youtube e Facebook in primis.

Secondo autorevoli studi, i contenuti video sarebbero più efficienti delle classiche immagini statiche, ossia dei “post” contenenti testo ed immagini, questo in quanto il cervello umano elaborerebbe le immagini dei video in maniera più semplice e rapida, con maggiore possibilità che il messaggio trasmesso venga memorizzato e quindi ricordato.
Questi video possono avere molteplici scopi: Il lancio di un nuovo prodotto/servizio; La divulgazione di informazioni sulla storia del brand; Una proposta commerciale ecc..
Ergo il video può avere carattere commerciale o informativo, e risulta utile non solo ad “acchiappare” il cliente, ma anche a fidelizzare la clientela già acquisita.

Pianificare una campagna di Video Advertising su Facebook o Youtube, non può prescindere da uno studio sul target da raggiungere e sul reale obiettivo da perseguire.

Il grande successo del video marketing, all’interno del marketing 2.0, è da ricercare nella capacità di suscitare, nello spettatore, una serie di emozioni atte a stimolare la memorizzazione del messaggio, motivo per il quale un video deve essere sempre ben studiato.
Sebbene vi siano moltissimi strumenti, in mano ai professionisti del settore, per fornire video di qualità eccelsa e inserirli all’interno di progetti di advertising ad alti livelli, molti potrebbero sentire la necessità di intraprendere un rapporto più diretto e meno commerciale con il loro target di riferimento, soluzione quest’ultima da preferire, a mio modesto parere.
A tal fine risultano efficienti i social network Youtube, Facebook e Instagram, in grado, se utilizzati a dovere, di creare vere e proprie sinergie tra aziende e clienti.

Creare video simili richiede competenze ed ingegno, i video devono essere brevi, chiari e coinvolgenti, ragion per cui è sempre conveniente rivolgersi ai professionisti del settore.

Mario Contino

Come diventare influencer su Instagram

Chi non vorrebbe diventare tanto popolare, sui social network, da poter persino guadagnare ingenti somme di denaro derivanti da sponsorizzazioni di importanti brand?
Influencer, una delle parole divenute più popolari sui principali motori di ricerca, ed anche una delle “professioni” più ambite dai teenager.
In Italia esiste persino un corso di laurea appositamente strutturato per chi vuole intraprendere la carriera di “Chiara Ferragni” e simili.
Questa controversa figura, figlia del progresso e della globalizzazione, nonché dell’era dei social network, opera principalmente su Instagram, che potremmo quasi definire come l’altra faccia di Facebook.
C’è da dire che Instagram non è certo l’unico social network che consente di diventare influencer, anche TikTok, e Youtube non sono da meno.
A livello universitario, alcuni istituti stanno lanciando corsi specifici all’interno delle facoltà di “Scienza delle comunicazioni”. Tali percorsi formativi, oltre a fornire gli strumenti indispensabili per comprendere il mondo della comunicazione nelle sue varie sfaccettature, forniscono importanti nozioni sul social marketing e le nuove strategie di mercato basate sul marketing 2.0.
Ovviamente ci tengo a ricordare che, attualmente, i più importanti influencer in circolazione non hanno frequentato affatto questi corsi, ergo non scoraggiarti se non te la senti di iniziare un percorso di studio universitario.

Di seguito riporterò 10 consigli rivolti a chi intenda creare un suo personaggio pubblico e guadagnare sfruttando la popolarità acquisita sui social network.

1. Scegli un settore.
I tuttologi non sono ben visti, e copiare chi già ha avuto successo in un determinato campo potrebbe essere controproducente, oltre che fastidioso. Valuta i tuoi interessi, scegli un argomento in cui sei preparato, qualcosa che senti tuo, e punta solo su quello.
Esempio:Se ti piace degustare vini, inizia a dare consigli su questo argomento. Se ami i cani specializzati su post affini a questa tematica e così via.
In pratica, dai valore alle tue vere passioni.

2. Crea una buona biografia.
Poche righe ma ben strutturate, racconta al mondo chi sei, ma senza annoiare. Eviterei le auto-proclamazioni, non interessano a nessuno.

3. Condividi sempre le storie
Le storie puntano a dare maggiore risalto all’elemento visivo, creano coinvolgimento. Non limitarti a condividere le tue foto sulla tua bacheca, utilizza, anche le storie.

4. Emoziona il tuo pubblico
Non venderti come se fossi al mercato. Punta sull’empatia e non sul commercio. Crea post e storie in grado di emozionare il tuo pubblico.

5. Pubblica frequentemente
L’algoritmo di Instagram, come quello di quasi tutti i social network, penalizza gli account poco movimentati. Pubblicando giornalmente i tuoi post, aumenterai le interazioni con i tuoi follower e sarai reso maggiormente visibile dal software di Instagram.

6. Scegli gli hashtag migliori
Gli hashtag consentono ai tuoi post di essere trovati da altri utenti. Puoi selezionare un massimo di 30 hashtag su Instagram, in base alle tue esigenze. Scegli sempre gli hashtag tra i più ricercati e popolari, attinenti al tuo settore.

7. Usa un profilo aziendale.
Questo ti consentirà di sfruttare funzioni utili all’analisi del comportamento degli utenti: gli orari nei quali sono più attivi, i giorni migliori ecc..

8. non solo immagini
Su Instagram è possibile caricare video di circa 60 secondi, oppure video più lunghi se si utilizza l’applicazione IGTV (acronimo di Instagram TV). I video, avendo un contenuto dinamico, coinvolgono maggiormente il pubblico.

9. Interagisci con i tuoi follower
Crea con loro un legame, rispondi ai loro messaggi, chiedi consigli, in pratica stringi pubbliche relazioni. Più loro si sentiranno coinvolti più parleranno di te e con te. Ti accorgerai che il numero dei tuoi contatti crescerà, così, in maniera esponenziale.

10. Proponiti ai brand attinenti al tuo settore.
Raggiunto un buon numero di follower, superiore a 5000, il tuo profilo risulterà essere un bacino di utenza per eventuali brand di successo. Proponiti a loro, senza esagerare nelle pretese, in cambio di visibilità potresti ottenere veri e propri pagamenti, oppure merce in regalo e di grande valore.

Importante.
Per diventare influencer serve costanza, pazienza, ed un pizzico di fortuna.
Evita di imbrogliare, di utilizzare applicazioni ingannevoli per l’acquisizione dei follower o di comprarli. Ricordati che la tua dignità non è barattabile con nulla.

Mario Contino

Come aumentare i followers su Instagram

Alla pari di Facebook, Instagram rappresenta l’altra faccia della medaglia del social network, non per niente apparrtiene alla stessa società “Facebook” ed i due portali son o collegati.

Ho già scritto diversi articoli su come sfruttare al meglio le pagine facebook, accrescendo i like e le visualizzazioni. Quindi oggi vi informerò su alcune strategie per accrescere i followers su Instagram.
Parto dal consigliarvi di diffidare di software ed applicazioni che promettono aumenti miracolosi dei seguaci su Instagram, il rischio è quello di vedersi bannato il profilo.
Infatti il social network ha aumentato moltissimo i controlli e le attività di contrasto verso queste pratiche ingannevoli.

1. Posta foto originali e attinenti.
Se sei un esperto di cucina, sarebbe controproducente postare immagini non attinenti a questo interesse di fondo. In poche parole occorre contestualizzare il proprio profilo e fornire, giornalmente, immagini nuove e coinvolgenti.

2. Collega Instagram a Facebook
In questo modo i tuoi contatti Facebook verranno avvisati del tuo profilo su Instagram, Chi ti segue sul primo social network non avrà problemi a seguirti anche sul secondo.

3. Like, Commenti e Follow.
Questo è un metodo infallibile, occorre mettere like e commentare i post degli altri utenti. Sembrerà assurdo ma molti di loro “ricambieranno” il favore, mettendo i like ai tuoi post e cominciando a seguire il tuo profilo. Questo trucco è tanto efficace che Instagram ha pensato bene di limitare il numero dei like e dei commenti che è possibile scrivere giornalmente.

4. Scrivi in Inglese.
Usare l’inglese donerà ai tuoi post un aspetto internazionale, in più a maggior parte degli utenti scrive in inglese e segue hashtag inglesi.

5. Usa hashtag popolari.
Questa è una delle strategia più funzionali: inserire hashtag molto popolari ed attinenti alle tue foto.
Esistono molti portali web che aggiornano mensilmente la lista di queste keywords, suggerendo quelle che vengono maggiormente ricercate dagli utenti.

6. Posta negli orari giusti
Postare in determinati orari massimizza i risultati. Secondo alcuni studi, il momento migliore per postare è il pomeriggio sopo le 17:00 e fino le 23:00, ma dipende molto dalla tipologia di attività, o dal target che si intende raggiungere.

7. Segui gli utenti appena iscritti
È statisticamente dimostrato che le persone appena iscritte sono più propense a ricambiare il follow.
Potresti individuarle cercando hashtag #firstpost nella barra di ricerca.

Questi 7 passaggi sono fondamentali per poter iniziare a creare il proprio pubblico su Instagram, ovviamente non sono gli unici accorgimenti necessari.
Il mio consiglio resta sempre valido, per ottenere il massimo occorre richiedere l’aiuto di un professionista del settore

Mario Contino.

Meglio una pagina Facebook aziendale, che un profilo utente.

Navigando su Facebook ho potuto notare una miriade di profili personali che, in realtà, dovrebbero rappresentare un’azienda, adesso ti spiegherò meglio questa “follia”.

Per farti capire meglio ciò che intendo ti pongo il seguente esempio:
Mario Rossi è titolare della Pizzeria Rossi.
Erroneamente Mario Rossi si apre un profilo il cui nome è Pizzeria ed il cui cognome è Rossi.
Ne deriva un profilo utente utente denominato Pizzeria Rossi.

Nulla di più sbagliato, occorrerebbe sempre avere una pagina aziendale e non solo un profilo, questo perché le pagine offrono numerosi vantaggi che sono preclusi ai semplici profili, e non risentono dei limiti di questi ultimi.
Le pagine offrono strumenti avanzati che i profili personali non hanno, soprattutto per il controllo delle vaie attività e delle pubblicità.
Cosa non meno importante è il numero di persone che la pagina può raggruppare: praticamente non ha limiti, i fan possono essere centinaia di migliaia, mentre un profilo utente può aggiungere solo 5000 amici.
Tramite gli strumenti che offrono le pagine, è possibile profilare il pubblico, controllare i loro movimenti come: gli orari nei quali sono più attivi, i post che preferiscono, la loro areo geografica ecc., in questo modo sarà possibile creare strategie utili a conquistare un determinato target.
Questi strumenti sono gli “Insights”, per accedervi occorre pigiare sull’omonimo menù sulla pagina stessa, ovviamente sta al professionista cogliere le informazioni utili per massimizzare l’opera di promozione aziendale tramite il social marketing.

Quindi meglio aprire una pagina, ma come?
Anche l’occhio vuole la sua parte, molti aprono una pagina, scelgono un’immagine per copertina e profilo, senza usare alcun criterio, e credono di aver terminato.
Anche questo è un errore madornale.
Secondo alcuni studi sul comportamento degli utenti sul social network, questi prendono in simpatia o in antipatia una pagina in circa 5 secondi, ossia subito dopo esservi entrati.
Per questo motivo occorre curare i dettagli, le immagini del profilo e la cover devono essere nei formati giusti e fornire un messaggio grafico immediato ed efficace: poco testo e ben mirato, immagini non sgranate ma nella giusta proporzione.

Queste sono solo alcune delle cose cui prestare attenzione, il mio consiglio resta sempre valido: Affidarsi a chi gestisce le pagine professionalmente, otterrai maggiori risultati e non dovrai togliere del tempo prezioso al tuo lavoro.

Mario Contino

10 sorprendenti curiosità su Facebook

Nell’era del social network più famoso e funzionale di sempre, a mio modesto parere ovviamente, ritengo giusto condividere con voi alcune curiosità sullo stesso.
Facebook sorprende, sempre di più, e cattura grandi e piccoli, aziende e studenti, professionisti e “liberi pensatori”.
Ecco a voi le 10 curiosità che “forse” non sapete su Facebook.

1) Secondo alcuni studi, Facebook (ed anche WhatsApp), sarebbero i social più legati alle cause di divorzio.

2) Perché è stato utilizzato il blu per il logo di Facebook? A differenza di quanto si possa immaginare, non ci sarebbe un motivo legato alle strategie di marketing. Sembrerebbe infatti che la scelta sia dovuta al fatto che il suo fondatore Mark Zuckerberg sia daltonico al rosso e al verde, e che quindi optò per il blu. (condizionale d’obbligo)

3)In caso di morte, non la auguriamo a nessuno ovviamente, il tuo profilo potrà continuare a vivere. Facebook consente ai suoi utenti di scegliere, anticipatamente, chi dovrà occuparsi del proprio profilo in caso di morte improvvisa.

4) Possiamo bloccare qualunque utente su Facebook, tranne uno: Mark Zuckerberg.

5) Facebook non è utilizzabile in Cina. Il governo cinese lo avrebbe bandito da 2009.

6) Sul social network ci sono più di 30 milioni di profili di utenti ormai deceduti.

7) Secondo uno studio della Columbia University, curato nel 2011 dal ricercatore Sudhir Venkatesh, l’83% delle prostitute di New York ha una pagina su Facebook, attraverso la quale essere contattata dai clienti.

8) Uno dei più importanti obiettivi del social network, è quello di combattere le “fake news”. A tale scopo è già stato fatto moltissimo e siamo certi che si farà ancora tanto.

9) Ad oggi (03/02/2020) alcuni utenti stanno valutando una nuova versione di facebook, questa versione permette di scegiere se utilizzare il social con il classico sfondo bianco o a sfondo scuro con testi chiari.

10) Per quanto Facebook sia tra i siti internet più visitati al mondo, il più visitato in assoluto resta “Google”.

Bene, eri già a conoscenza di queste 10 curiosità?
È proprio vero, non si smette mai di imparare!

Mario Contino